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I Silent Book

I Silent Book

silent book sono libri interamente illustrati e caratterizzati dall’assenza di parole o da una loro presenza limitata, ad esempio il titolo o alcune scritte all’interno del libro. Quindi lo sviluppo della narrazione è affidato alle immagini, alla loro decodifica e interpretazione.

La denominazione S.B. deriva dai paesi di lingua anglosassone, dove i testi in questione sono molto diffusi e vengono indicati con i nomi di: wordless booksilent narratives, wordless picture book.

Nel panorama editoriale italiano gli S.B. sono apparsi piuttosto di recente. Un timido esordio risale al 1967, quando la neo casa editrice Emme Edizioni di Milano pubblicò Il palloncino rosso di Lela Mari. Negli anni successivi giungeranno nel nostro paese degli S.B. provenienti dall’Europa e da oltreoceano, ma si tratterà di presenze rare. Solo agli inizi del nuovo millennio questi cominciano ad affermarsi in maniera più costante.

Il fatto di essere muti rende i silent book accessibili a tutti, superando le barriere linguistiche e favorendo l’incontro e lo scambio tra diverse culture.

Inoltre sono anche strumenti utili per aiutare i bambini a comprendere il significato delle immagini e a riconoscere le figure, attribuendo loro un significato e stimolano la fantasia incoraggiandoli a intervenire nella storia raccontata, con le loro parole. È importante sottolineare che un libro senza parole però non è di per sé privo di storie e non è una narrazione semplificata.

Negli ultimi anni i silent book stanno avendo maggiore successo per il loro aspetto ‘democratico’, poiché possono essere apprezzati da lettori di ogni lingua, compresi coloro che non hanno ancora imparato a leggere.

Per la loro capacità di abbattere le barriere linguistiche infatti, la rete IBBY International (International Board on Books for Young People) e il Palazzo delle Esposizioni di Roma hanno creato una biblioteca di S.B. destinata ai bambini migranti di Lampedusa. Il progetto ha raccolto finora oltre 250 silent book che sono disponibili per il prestito nella biblioteca dell’isola. Gli stessi titoli sono anche custoditi presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, a disposizione di ricercatori, docenti e appassionati. La collezione è anche presentata come una mostra itinerante.

Di seguito una breve bibliografia dei silent più noti:

  • Chiuso per ferie di Maja Celija, Topipittori.
  • La mela e la farfalla di Lela e Enzo Mari, pubblicato da Babalibri.
  • L’onda di Suzy Lee, Corraini.
  • Flora e il fenicottero di Molly Idle, Gallucci
  • C’era una volta un topo chiuso in un libro di Monique Felix, Emme Edizioni.
  • Un giorno, un cane di Vincent Gabrielle, Gallucci.
  • Il ladro di polli di Béatrice Rodríguez, Terre di mezzo.

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