Skip links

Come nasce Bembo Project?

Bembo Project nasce dall’esigenza di esprimermi attraverso le mie competenze e le mie passioni. È un modo per comunicare e creare relazioni con le persone con cui lavoro o entro in contatto. Non si tratta solo di offrire un servizio, ma di raccontare e scambiare storie, idee, riflessioni, bellezza.

Perché proprio"Bembo"?

Il Bembo è un carattere con cui mi sono confrontata molte volte nella mia vita lavorativa, è stata una costante nel mio percorso, quindi era inevitabile che facesse parte anche di questa avventura. Inoltre è il carattere che ha rivoluzionato la tipografia, ha molto carisma, è esteticamente armonico, versatile, elegante, e ha una storia affascinante e anche un po’ altisonante.

Il carattere che ha rivoluzionato la tipografia

La storia del Bembo ha origine in pieno Rinascimento, nella casa editrice di Aldo Manuzio, considerato il padre dell’editoria contemporanea. Lì lavorava Francesco Griffo da Bologna, uno dei più grandi incisori di lettere della storia, uno che oggi chiameremmo type designer. Il grande risultato ottenuto da Griffo con le sue lettere stampate è stato quello di vincere la “battaglia della bellezza” rispetto alle lettere scritte a mano dagli amanuensi. Il Bembo rappresenta il culmine di questo lavoro.

Nel 1495, Griffo incise le lettere romane tonde per la pubblicazione del saggio in latino De Aetna scritto dall’umanista Pietro Bembo, da cui il carattere prende il nome. Già in questa pubblicazione, le lettere del Bembo suscitarono scalpore, evidenziando l’evoluzione stilistica rispetto al carattere romano tondo precedentemente dominante nella stampa, il romano di Jenson.

Tuttavia, è con il romanzo allegorico Hypnerotomachia Poliphili che il Bembo raggiunge il suo massimo splendore. Griffo migliorò il rapporto larghezza/altezza delle lettere per renderlo più fedele ai tratti calligrafici dei maestri dell’epoca. Inoltre, per imitare ancora meglio la vivacità della scrittura a mano, incise anche varianti delle stesse lettere, note oggi come alternative stilistiche. Quest’opera è considerata dagli esperti come una delle più belle pubblicazioni mai stampate.

Questa rivoluzione ha stabilito i parametri per l’estetica tipografica dei secoli successivi. È noto che Claude Garamond, padre dell’omonimo carattere, si sia ispirato ampiamente ai punzoni di Griffo per creare il suo Garamond. Nel 1929, il Bembo venne ridisegnato da Stanley Morison per la Monotype, dando inizio a un periodo di nuovo splendore per questo carattere.

Uno dei suoi utilizzi più iconici è stato nel progetto editoriale dei libri Penguin a cura di Jan Tschichold, famoso per il formato tascabile.Nel 900 il Bembo diventa il carattere associato alla cultura: viene utilizzato dalle University Press delle migliori università del mondo come Oxford, Cambrige e Yale, ma anche dalla National Gallery di Londra. In terra Inglese il carattere è così apprezzato che viene scelto anche per il wayfinding dell’Aeroporto di Heathrow, per il quale viene creata una versione ad hoc, chiamata BAA Sign (o BAA Bembo).

Il Bembo non viene utilizzato solo per la sua eleganza, come si potrebbe pensare. Un esempio interessante di recente utilizzo è nel libro per bambini chiamato Bembo Zoo, dove il carattere Bembo viene impiegato per creare illustrazioni di animali.

Nonostante il Bembo goda di grande notorietà, solo di recente si è riscoperto il suo creatore, Francesco Griffo, un personaggio unico che, come affermava Umberto Eco, “ha cambiato la storia dell’editoria”.

Fonte

Questo sito utilizza unicamente cookie tecnici per migliorare la tua esperienza d'uso. Puoi leggere la Privacy e Cookie Policy del sito partendo da qui.