Resto Qui
RESTO QUI
Marco Balzano
Trina è una giovane residente a Curon, che sta completando gli studi presso la Scuola Magistrale con l’obiettivo di diventare maestra. Condivide i suoi sogni di giovane ragazza con due amiche del cuore. Tuttavia, le nuove restrizioni imposte dal regime fascista comportano che, nonostante il suo impegno nello studio dell’italiano e il conseguimento della licenza magistrale, Trina venga esclusa dalle nomine per l’insegnamento. La ragazza decide allora di seguire il consiglio del sacerdote di Curon e inizia a insegnare in scuole clandestine, che si tengono in luoghi improvvisati come stalle e scantinati, utilizzando la lingua tedesca. Questo implica un costante rischio di retate da parte delle forze dell’ordine italiane. Una delle sue più care amiche, Barbara, viene scoperta e mandata al confino.
Poco tempo dopo, Trina sposa Erich, un compaesano. La coppia ha due figli, Michael e Marica. Nel frattempo, la vita a Curon diventa sempre più difficile. Il governo fascista riprende un progetto della Montecatini, una potente società industriale costruttrice di centrali idroelettriche, che prevede la costruzione di una grande diga. Il progetto viene duramente osteggiato dagli abitanti, poiché comporterebbe l’inondazione della valle e di tutto il territorio di Curon.
Nello stesso periodo, l’avvicinamento tra Mussolini e la Germania di Hitler coincide con l’offerta rivolta ai cittadini di lingua tedesca di Curon e dell’Alto Adige di emigrare e unirsi alla Germania. Questa situazione divide la popolazione in due fazioni: gli “optanti”, che scelgono di andarsene, e i “restanti”, che scelgono di rimanere per amore della propria terra, nonostante non siano fedeli al fascismo o allo Stato italiano. Tuttavia, i “restanti” vengono accusati dagli “optanti” di essere collusi con il regime mussoliniano. La Seconda guerra mondiale interrompe nuovamente la costruzione della diga.
Nel frattempo, nuove divisioni colpiscono la famiglia di Trina: la figlia Marica scompare, portata in Germania dagli zii senza avvisare la famiglia, proprio all’inizio della guerra, e non tornerà mai più; il figlio Michael aderisce al nazismo; il marito Erich parte per la guerra e, al suo ritorno in congedo dopo essere stato ferito a una gamba, decide di disertare e fuggire con Trina verso le montagne, a pochi passi dal confine con la Svizzera.
Alla fine la pace arriva, ma porta con sé la ripresa irrevocabile dei lavori per la costruzione della diga. I masi dei cittadini di Curon vengono fatti esplodere col tritolo e agli abitanti viene offerto un indennizzo ridicolo. Una serie di abitazioni nuove, piccole e anonime, viene ricostruita un po’ più in là, per coloro che hanno deciso di restare. Nel 1950, con l’apertura delle paratie della diga, Curon viene sommersa dal lago artificiale. Solo il campanile della chiesa emerge come un monito dalle acque.
Anamnesi
Il romanzo di Balzano è breve ma molto stratificato. Sono tante le chiavi di lettura che ci offre: la questione della lingua e dell’identità culturale degli altoatesini, l’attaccamento alle radici e il confine tra modernità e tradizione, la spaccatura (anche nella stessa famiglia di Trina) tra nazisti, fascisti e chi ripudia la guerra, le relazioni familiari.
La vicenda è molto interessante, ho scoperto una parte della storia del Novecento che non conoscevo e mi è venuta voglia di visitare il lago di Resia. I personaggi sono ben strutturati, tutti funzionali al racconto ma un po’ piatti. Inoltre alcuni aspetti della storia vengono liquidati alquanto frettolosamente. L’unica voce che presenta una sua tridimensionalità è quella narrante della protagonista. Nonostante questo è stata una lettura molto piacevole e coinvolgente, che offre diversi spunti di riflessione.
Sintomi
Questo libro è per chi ama la propria terra e fa di tutto per difenderla, per chi si perde con lo sguardo oltre l’orizzonte delle montagne, per chi si sveglia presto la mattina e respira l’aria verde e azzurra del prato intorno, per chi lotta per le proprie convinzioni fino a sacrificare tutto.