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L’Origine

L'ORIGINE

Thomas Bernhard

In questo primo volume della sua autobiografia, Bernhard ha voluto subito raccontare un periodo della sua vita a cui risale il manifestarsi di una lesione insanabile in lui: i mesi passati durante la guerra nel Convitto nazionalsocialista di Salisburgo, fra macerie e angherie, e i mesi passati nello stesso collegio, ora chiamato Johanneum, e retto da sacerdoti cattolici, sempre fra angherie, all’inizio di una ottusa pace. Nell’intima compenetrazione salisburghese fra nazismo e cattolicità, nella vocazione della città al suicidio (una delle più alte percentuali europee) e all’Arte Universale, nella scuola come offesa permanente, nella capacità locale di cancellare la memoria e sovrapporre una nobile decorazione a un fondo putrido, Bernhard riconosce una costellazione atroce e beffarda alla quale da sempre ha tentato di sottrarsi: e qui la presenta e la ripercorre in pagine ossessive, implacate. Il piccolo Thomas Bernhard, al Convitto nazionalsocialista, suonava il violino nella «stanza delle scarpe», «piena zeppa di centinaia di scarpe dei suoi compagni intrise di sudore, accatastate su scaffali di legno marcio». Suonare il violino era per lui una preparazione al suicidio – e un modo di sfuggire al suicidio, concentrandosi nell’atto del suonare. Anni dopo sarà lo scrivere stesso, per Bernhard, una metodica esplorazione dell’orrore – e insieme l’unica mossa efficace per sfuggirgli.
“L’origine” apparve per la prima volta nel 1975.

Anamnesi

Bernhard non è certo un autore consolatorio. È un uomo che guarda il mondo con un misto di disgusto e commiserazione. Con il suo stile di scrittura ossessivo e circolare ti ripete in loop – ottenendo un effetto a tratti comico – che le costruzioni sociali, le direzioni tracciate e prestabilite, l’edificio ‘borghese’ (in senso molto largo), sono il fallimento dell’umanità. Te lo dice raccontando spesso la stessa storia. Una storia diversa ma uguale, la sua. I temi de ‘L’origine’, che rende conto della sua fanciullezza a Salisburgo sono quelli della guerra, del collegio, del nazionalsocialismo, del cattolicesimo. E sono i temi del rapporto con l’autorità, del fallimento della famiglia e della pedagogia. Fallimento che genera mostri, individui che perpetueranno comportamenti devianti, che non potranno essere diversi da chi li ha partoriti e preceduti, in un ridicolo, tragico, eterno ritorno dell’imbecillità!

No, Bernhard non è un autore consolatorio, non fa sconti, ma è consolante la sua stralunata lucidità, quella che evita di farti sentire solo sull’orlo del baratro mentre scendi dal treno andando al lavoro e cambi direzione, per prendere finalmente la strada sbagliata.

Sintomi

Questo libro è per chi ha spirito critico, per chi non segue la massa, per quelli che rifiutano fanatismi e dottrine precostituite, per chi non ha paura del diverso ma al contrario ha il terrore dell’omologazione.

CURA

unica soluzione

Per godere degli effetti benefici di Bernhard sull’organismo si consiglia l’assunzione in un’unica soluzione. Si può dividere in due dosi se si è particolarmente sensibili agli ingredienti.

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