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Il Tarlo

IL TARLO

Layla Martínez

Il Tarlo è una favola nera, una storia che parla di donne, di famiglia, di vita e di morte, in una Spagna rurale molto novecentesca, che somiglia al meridione d’Italia degli anni ‘40 del secolo scorso.

Una storia che avrebbe potuto raccontarmi mia nonna.

Protagoniste, due donne (forse tre), tre generazioni sopravvissute alla povertà, all’esclusione sociale, alla superstizione, all’odio, alla misoginia. Di mezzo c’è anche un delitto, in realtà più d’uno, ma quello è solo un espediente narrativo che serve all’autrice per parlare e far parlare queste donne / streghe, assassine e vittime, padrone e prigioniere della casa di famiglia, in grado di manipolare la natura, ma prigioniere della società, della famiglia, del destino.

Anamnesi

Ciò che mi ha colpito più di tutto nel racconto è la lingua. Una lingua ipnotica, lirica, vivida, incalzante. L’autrice ti trascina in quel mondo antico e rurale fatto di superstizioni e credenze arcaiche, in cui le cose, gli animali, gli oggetti, sono vivi, hanno un’anima, respirano, partecipano dell’esistenza del tutto. Un universo quello di Martinez in cui non c’è distinzione tra i vivi e i morti, tra le cose e le persone. È tutto parte di un vorticoso circolo vizioso di azioni che scatenano violenza e vendetta, a cui partecipano non solo le persone, ma i luoghi, i muri, i letti, gli armadi. E anche la punteggiatura, che spesso manca per contribuire a creare quel ritmo assillante, che non ti lascia respirare, che non ti dà tregua, come quando hai un tarlo che ti mangia dentro.

Layla Martinez ha scritto un romanzo breve e sanguigno, denso e cupo, capace di tenerti dentro la storia, appiccicat@ a quelle pareti che trasudano odio e fetore, lasciandoti addosso un sottile brivido d’inquietudine, come solo le fiabe gotiche sanno fare.

 

Sintomi

Questo libro è per le persone passionali e inquiete che leggono Shirley Jackson mentre vanno al lavoro e nascondono sotto al letto segreti inconfessabili. Per chi si guarda allo specchio sapendo che c’è di più che il proprio riflesso. Per chi brucia l’incenso nel tentativo di cambiare il proprio e l’altrui destino.

CURA

Da leggere seduti sul davanzale della finestra, prima che arrivi il temporale.

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