Il Peso
IL PESO
Liz Moore
La vita di Arthur Opp, ex professore di Letteratura, è disegnata dai confini del suo corpo. Incapace di governare la fame di cibo, di amore, di rispetto, Arthur non esce più dalla sua casa di Brooklyn. L’unica persona che gli sta a cuore è Charlene, una ex allieva con cui ha mantenuto per anni una corrispondenza tenera e profonda, ma che da qualche tempo non sente più. Finché un giorno Charlene lo chiama per chiedergli di aiutare negli studi il figlio Kel, giovane promessa del baseball. Arthur prova a contattare il ragazzo senza riuscirci: Kel è in crisi, ha grandi aspirazioni ma poche risorse, e non tollera di vedere sua madre consumarsi nell’alcol e nella depressione. Poco alla volta, attraverso piccoli gesti e umanissime coincidenze, l’amore di Charlene avvicinerà Kel e Arthur, liberandoli dal peso del proprio dolore, e darà loro la possibilità di mostrarsi agli altri senza più disperazione né vergogna. Con una scrittura limpida, Liz Moore parla dei vuoti d’amore e di felicità che la vita può scavare nei corpi, vuoti da riempire a ogni costo. E racconta del desiderio di cura e di affetto capace di avvicinare le generazioni, creare famiglie, e scacciare per sempre la solitudine.
Anamnesi
Il Peso di Liz Moore è una storia di solitudini, una storia struggente di persone fuori dai binari, quelle che rimangono ai margini della società per un motivo o un altro, una storia in fondo molto americana, in cui se non sei conforme sia fisicamente che socialmente, vieni lasciato da parte.
Artur è un uomo obeso, un ex professore di letteratura, che vive rinchiuso in casa da 10 anni, in completa solitudine. Charlene è una sua ex studentessa, non molto dotata e senza mezzi, che proviene dalla periferia urbana di New York, che fallisce ogni timido tentativo di uscire dalla sua condizione rifugiandosi nell’alcol. Kel, suo figlio, è un ragazzo dotato per lo sport che assiste impotente al declino e alla fine di sua madre.
Queste tre solitudini sono destinate a incontrarsi e intrecciarsi nel corso della narrazione e a queste se ne aggiungerà poi una quarta.
Pur raccontando eventi e situazioni di degrado, di emarginazione, di fallimenti, la storia che ci racconta con una delicatezza disarmante, Liz Moore, il cui occhio è compassionevole, partecipe, ma mai morboso, non è disperata e alla fine un barlume di speranza si accende sui protagonisti.
Sintomi
Questo libro è per chi fa fatica, per chi non viene invitato alle feste, per chi sbaglia il colpo della vita, per chi è sempre troppo tardi ma poi alla fine in qualche modo arriva.
1 capitolo al giorno
Un capito al giorno, sotto la coperta, con un bicchiere di rosso.