Felici I Felici
FELICI I FELICI
Yasmina Reza
“Felici gli amati e gli amanti e coloro che possono fare a meno dell’amore. Felici i felici”: le due ultime “beatitudini” di Borges, che Yasmina Reza inscrive sulla soglia di questo romanzo, ci indicano la via per penetrare nel fitto intreccio delle vite che lo popolano. Perché la felicità – nell’amore o nell’assenza di amore, all’interno di una coppia o al di fuori di ogni legame – è un talento: e di tutti i personaggi che a turno consegnano al lettore confessioni a volte patetiche, a volte grottesche, a volte atrocemente comiche, si direbbe che quasi nessuno lo possegga. In un sottile gioco di echi, di risonanze, di contrappunti – tra amori inaciditi e rancori mai sopiti, illusioni spezzate e fughe nel delirio -, le voci che si avvicendano, quasi incalzandosi, tessono un ordito i cui fili (tenui in alcuni casi, in altri pesanti come catene) collegano molteplici destini, tutti segnati dall’impervia difficoltà dell’incontro con l’altro. Con una scrittura di chirurgica precisione, capace di muoversi tra i registri più vari, in un susseguirsi di scene in cui sempre lampeggia il genio della donna di teatro, Yasmina Reza è abilissima nel far affiorare, appena sotto la superficie smaltata delle apparenze, solitudine e violenza, disperazione e risentimento; e riesce a condurre la ronde dei suoi personaggi – mogli inquiete e mariti perplessi, amanti insoddisfatte e libertini mediocri, giovani in fuga dalla vita e vecchi abitati dalla morte.
Anamnesi
In Felici i Felici Yasmine Reza ci racconta l’impossibilità delle relazioni ricordandoci che sono però anche la nostra unica possibilità. La sue è una penna affilata come una lama. Con la quale disseziona senza fronzoli i rapporti familiari.
Che cos’è l’amore, se non una raffinata e perversa forma di odio e masochismo!
Attraverso un racconto corale la scrittrice mette in scena le dinamiche di diversi personaggi legati tra loro da vincoli di amicizia o parentela, squarciando il velo borghese della famiglia felice, delle coppie perfette, dei figli sani, mostrandoci il lato nascosto e perverso dello stare insieme. Perché la solitudine vera si conosce solo stando insieme e la base solida di una relazione non può che essere l’incomunicabilità, la possibilità di creare il proprio mondo, la propria realtà all’interno dell’universo condiviso.
Sintomi
Questo libro è per chi si nasconde dietro le tende e sbircia nella casa di fronte. Per chi guarda le serie crime in tv mentre i familiari sono intenti nelle loro faccende, e medita di farli fuori con veleni sofisticati. Per chi guarda i vicini con invidia ignaro delle loro vere vite. Per chi ride a crepapelle delle proprie e delle altrui miserie
Con il binocolo accanto
Da leggere con il binocolo accanto, di sera, con la luce fioca e la finestra socchiusa.