Il viaggio di Shuna
IL VIAGGIO DI SHUNA
Hayao Miyazaki
In una landa flagellata da una letale carestia, un principe rinuncia agli agi di corte per mettersi alla ricerca di mitici semi che potrebbero sfamare il suo popolo. Lungo la strada incontrerà orrori indicibili, trappole mortali e persone ostili, ma anche il germe di una flebile speranza in un futuro migliore. Scritto e disegnato magistralmente nel 1983 dal Maestro Hayao Miyazaki in persona e rimasto inedito fuori dal Giappone fino ai giorni nostri, questo volume ha il respiro e l’epica di un lungometraggio, e la trama si dipana lungo tavole spettacolari ed evocative, autentica cinematografia su carta.
Anamnesi
Come spiega lo stesso autore nella postfazione, l’opera s’ispira alla leggenda tibetana Il principe che divenne cane, una storia troppo semplice e scarna per diventare un film di animazione ma che, grazie all’editore giapponese Tokuma Shoten, nel 1983 divenne un manga: ebbene sì, da allora sono passati 40 anni ma finalmente anche noi possiamo godere di quest’opera.
Il viaggio di Shuna non può essere definito un manga nel senso stretto del termine, i disegni in bianco e nero a cui siamo abituati, qui lasciano il posto a stupendi acquerelli dai colori tenui e ogni tavola, delle oltre 140 da cui è composto il libro, andrebbe incorniciata.
I dialoghi sono ridotti all’osso e ad accompagnarci nel viaggio troviamo delle semplici didascalie: il resto è lasciato alle immagini che sono in grado di trasportarci in uno dei fantastici mondi a cui il sensei ci ha abituato.
Nell’opera c’è tutto il Miyazaki che ci piace: troviamo il legame con la natura e la terra e una prima caratterizzazione di quelli che, col passare del tempo, sarebbero diventati i suoi personaggi più iconici come Nausicaa, la principessa Mononoke e il Porco Rosso.
Il viaggio di Shuna è un’opera a sé, va sì letta, ma soprattutto va vista: è davvero come un film su carta stampata che vi ritroverete a guardare più e più volte.
Sintomi
Il viaggio di Shuna è un’opera a sé, va sì letta, ma soprattutto va vista: è davvero come un film su carta stampata che vi ritroverete a guardare più e più volte.