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Titoli di libri: parliamone!
Titoli di libri: parliamone!
- La doverosa premessa è che la definizione di “titolo brutto” per un libro attiene al gusto personale e quindi può variare notevolmente da persona a persona. Quello che potrebbe sembrare un brutto titolo per qualcuno, può risultare attraente o intrigante per un altro. Inoltre, i gusti in materia di titoli letterari possono cambiare nel tempo e possono essere influenzati dalla cultura e dalle tendenze del momento.
Tuttavia, esistono alcuni titoli di libri che nel corso degli anni sono stati oggetto di critiche o hanno suscitato reazioni negative a causa della loro stranezza, ambiguità o assurdità , influenzando i lettori in fase di acquisto.
Ecco di seguito qualche esempio eclatante!
Ok qui abbiamo un po’ esagerato… però anche titoli di libri celeberrimi sono stati oggetto di critica come ad esempio:
- “Per chi suona la campana” di Ernest Hemingway: sebbene il titolo sia famosissimo, alcune persone possono trovarlo un po’ oscuro e macabro.
- “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera: anche qui libro famoso e straordinario, il cui titolo però può sembrare complesso e astruso.
Naturalmente ribadisco che la percezione e la scelta di un titolo sono questioni delicate e relative: di solito l’editore cerca di trovare un titolo che sia accattivante, che incuriosisca il lettore e che rifletta il contenuto del libro. È un equilibrio non sempre facile da trovare. E di nuovo è tutto soggettivo: ciò che può sembrare brutto o eccentrico per alcuni può essere affascinante o intrigante per altri.
Tu che ne pensi? C’è qualche libro a cui cambieresti titolo? Se sì, quale?
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