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L’ultima cosa bella sulla faccia della terra

L'ULTIMA COSA BELLA SULLA FACCIA DELLA TERRA

Michael Bible

‘L’ultima cosa bella sulla faccia della terra’ racconta la storia di Iggy, un adolescente come tanti, un po’ introverso, con problemi familiari più o meno comuni, che un giorno dà fuoco alla chiesa del paese uccidendo 25 fedeli.

Anamnesi

Michael Bible ha scritto un romanzo molto calibrato, pulito, dove ogni parola sembra misurata col righello. Infatti il libro è breve ma riesce a condensare i temi cari alla letteratura americana: l’adolescenza ‘bruciata’, la noia della provincia bigotta, dove sembra che il tempo si sia fermato, dove la religione e le armi riempiono gli spazi lasciati vuoti dalle ‘istituzioni’. Dove l’omosessualità è ancora considerata un peccato.

Racconta la mancanza di stimoli e di riferimenti che spinge verso scelte sbagliate. La voglia di vivere che non riesce a esprimersi e deraglia verso l’autolesionismo.

Non c’è giudizio nel romanzo, non c’è pathos, ma neanche freddo distacco.

Bible racconta una storia di ordinaria follia, la storia di un ragazzo non diverso da tanti altri, che commette un atroce crimine un po’ per protesta, un po’ per sbaglio, un po’ per noia. In maniera naïf, come spesso accadono le cose a quell’età, ma con un risvolto drammatico.

La storia viene narrata da voci diverse, ognuna coinvolta in qualche modo nella vicenda principale. 

Lo stile del racconto cambia quindi a seconda della voce narrante, così si passa da quello ipnotico del protagonista a quelli di volta in volta più pacati o distaccati o ansiosi delle altre voci narranti.

 

Sintomi

Il libro si legge velocemente non solo perché è breve ma perché non ti sovraccarica, ti cattura ma non ti sovrasta, come capita con alcuni racconti densi e carichi di emotività.

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