L’Arminuta
L'ARMINUTA
Donatella di Pietrantonio
L’Arminuta (in dialetto abruzzese ritornata) racconta la storia di una ragazzina di tredici anni che si ritrova a dover abbandonare la sua vita fino a quel momento per tornare dalla sua famiglia d’origine, una famiglia mai conosciuta prima. Da un momento all’altro, l’Arminuta passa dalla città alla campagna, dall’agio alla povertà, dall’italiano al dialetto, senza avere alcuna voce in capitolo.
La ragazzina non conosce le ragioni di questo cambiamento radicale. Sa solo che a un tratto, si ritrova con due madri, entrambe assenti: una che l’ha cresciuta e poi rispedita indietro come un pacco postale, e l’altra che l’ha data via quando aveva solo sei mesi e con cui non riesce a instaurare un rapporto.
La nuova casa è povera e rumorosa e piena di fratelli con cui dovrà condividere la stanza e perfino il letto.
Nella nuova famiglia, l’Arminuta non riesce a trovare il proprio posto. Prima era figlia unica, una studentessa modello che si divideva tra scuola, danza e nuoto. Adesso è un’altra bocca da sfamare, deve badare alle faccende domestiche, pulire la casa, cercando di non sentirsi di troppo.
La verità sul doppio abbandono subito, le viene rivelata quasi per sbaglio solo alla fine del libro. Gli adulti ne escono molto male: nessuno ha avuto il coraggio di prendersi le proprie responsabilità.
Anamnesi
La cornice del racconto è quella aspra dell’entroterra abruzzese, selvaggio e ruvido,
di una vita misera fatta di lavoro manuale, di ignoranza, agricoltura, che fa da contraltare alla modernità morbida e raffinata della città.
Il tema della maternità è centrale nella storia e tocca corde profonde. L’originale prospettiva della ragazzina che narra la storia in prima persona, rende ancor più duro e commovente il racconto e la riflessione sulla responsabilità genitoriale.
Nella durezza della sua nuova condizione, evidenziata anche dalla scelta del linguaggio, la salvezza dell’Arminuta si trova nel legame che instaura con la sorella Adriana. Un legame che le porta ad allearsi contro un mondo duro e pieno di pericoli, in cui nessuno è disposto a difenderle.
Il romanzo di Pietrantonio è interessante e affronta temi difficili, tuttavia la caratterizzazione dei personaggi resta un po’ bidimensionale e non si scende mai troppo in profondità su una vicenda che pure meriterebbe più che riflessioni solo accennate.
Sintomi
Questo libro è per chi si sente indesiderato, per chi fa fatica a trovare un posto nel mondo, per chi vorrebbe amare ed essere amato, semplicemente, senza condizioni. Per chi impara a sopravvivere con le proprie forze e non si lascia abbattere dalle avversità.