Gli amanti della notte
GLI AMANTI DELLA NOTTE
Mieko Kawakami
Irie Fuyuko è una redattrice editoriale, vive da sola in un piccolo appartamento a Tokyo, è timida, non ha amici né una vita sociale. È molto brava nel suo lavoro ma non sopporta la vita d’ufficio, non lega con i colleghi, quindi quando le viene proposta una carriera da freelance la accetta come una liberazione. La proposta arriva da una collaboratrice Hijiri, donna vulcanica e prorompente, completamente diversa da Fuyuko, ma che diventerà molto importante per la nostra protagonista.
Pian piano Fuyuko, anche grazie a Hijiri, uscirà dal suo torpore e dalla sua apatia, ma non ci sarà alcuna rivoluzione, nessuna epifania, solo piccole scosse che la porteranno a prendere coscienza di sé e ad aprirsi alla vita.
Anamnesi
Sullo sfondo di una Tokyo sfavillante e sbiadita al tempo stesso, l’autrice ci racconta la storia di una solitudine, o a ben vedere, di diverse solitudini. Della vita racchiusa tra 4 pareti di chi non riesce ad aprirsi al mondo. Per i traumi subiti, per mancanza di autostima, per semplice senso di inadeguatezza. Tutti i protagonisti di questo romanzo sono inadeguati, Fuyuko certo, ma anche Hijiri che viene vista come una donna cinica e ambiziosa, una fredda mangiatrice di uomini da evitare, o Mitsutsuka, l’attempato ‘professore di fisica’ di cui Fuyuko s’innamorerà, che nasconde i propri fallimenti costruendosi un’identità che giustifichi la sua esistenza a sé stesso e agli altri.
Con una scrittura semplice, senza fronzoli, che non si concede e non cede a sofisticate speculazioni la Kawakami ci racconta una storia che ci resta addosso, e ci lascia un malessere lieve e appiccicoso come un chewing gum che si attacca sotto la scarpa.
Questo libro non è una spina che ti trafigge, ma un pungolo che ti lascia un fastidio leggero e costante.
Sintomi
Questo libro è per chi resta a casa il sabato sera, per chi passa ore a letto a guardare il soffitto incapace di muoversi, per chi guarda dalla finestra la vita che scorre frenetica e rimane in disparte. Per chi inciampa nelle sue insicurezze finché non si rialza.
Da leggere in un weekend di pioggia
con la coperta sulle gambe e la finestra di fronte.