Le modifiche ai libri di Roald Dahl
Le modifiche ai libri di Roald Dahl
Chi non conosce i libri di Roald Dahl? Lo scrittore inglese di origine norvegese, autore di capolavori della letteratura per bambini come Matilda, La fabbrica di cioccolato o Le streghe, che sono diventati poi trasposizioni cinematografiche che lo hanno reso famoso in tutto il mondo.
Il suo umorismo tagliente e spesso caustico ha costituito la sua cifra stilistica e ha fatto di lui uno scrittore a volte controverso ma anche un punto di riferimento per la letteratura per ragazzi e non solo.
Ebbene negli ultimi giorni ha fatto scalpore la notizia che vede protagonisti gli eredi dell’autore e la casa editrice inglese che detiene i diritti delle sue opere (la Puffin Books, parte del gruppo Penguin Random House) che hanno deciso di eliminare parole oggi ritenute offensive come i riferimenti al genere, alle caratteristiche fisiche ecc…
Alcuni giornali e intellettuali gridano alla censura, altri lo vedono come un segnale positivo dei tempi più inclusivi in cui viviamo. Sta di fatto che molte parole considerate offensive o non inclusive sono state modificate o tolte dai libri di uno dei più famosi scrittori per ragazzi. E a quanto pare non ci si è limitati alle sole singole parole.
Ci sono diversi motivi per cui questa operazione è quanto meno discutibile:
- L’autore è morto e non può dire la sua. Cancellare il passato non può essere la soluzione, bisognerebbe riscrivere la storia intera della letteratura e dell’arte, e non basterebbe.
- Le opere vanno contestualizzate. Nella seconda metà del novecento alcune tematiche non erano riconosciute come tali, riscrivere i testi o rimaneggiare opere d’arte non tenendo conto del percorso che quelle stesse tematiche hanno fatto all’interno della storia e della cultura per arrivare ad essere riconosciute e discusse, vuol dire cancellarne le battaglie ad esse legate, non ha molta utilità.
- Il lettore non è stupido ed è in grado di discernere, è dotato di senso critico. Si obietterà che così non è per i bambini, ma direi che è il compito degli educatori e della famiglia spiegare e aiutare i ragazzi a sviluppare un proprio senso critico, evitando di sottostimarli. I bambini sono spesso più capaci di discernimento di tanti adulti.
- Il brutto esiste e va affrontato. Le cose brutte esistono, il razzismo, il body shaming, non smetteranno di esistere perché determinate parole verranno cancellate dai libri per non urtare la nostra sensibilità. Perché il compito dell’arte è proprio urtare la sensibilità delle persone, scuotere le coscienze, e quello dei fruitori è imparare a discernere a partire da quella scossa, non eliminandola, ma incassando e metabolizzando. L’arte, la letteratura, servono ad imparare a pensare, non è loro compito essere accomodanti.