Pechino Pieghevole
PECHINO PIEGHEVOLE
Hao Jingfang
Pechino è divisa in tre spazi e le ventiquattr’ore di ogni giorno sono state accuratamente organizzate per salvaguardare il tempo e l’aria che respira l’élite, composta da cinque degli ottanta milioni di persone che abitano la metropoli. Tutti gli altri, incastrati nella rigida stratificazione urbana, si spartiscono quello che rimane. Lao Dao è nato nella città pieghevole e lavora in discarica come suo padre. Vive nel sottosuolo, ma per consegnare una lettera in cambio di denaro si intrufolerà negli spazi della classe media e di quella alta, scoprendo l’esistenza di mondi diversi dal suo.
Catastrofe ecologica, tecnologie di sorveglianza e disuguaglianze sociali stravolgono il tempo e lo spazio in Pechino pieghevole, l’emblematico racconto che dà il titolo a questa raccolta folgorante, un caso letterario che si inserisce nell’«ultra-irrealismo» (chaohuan), il nuovo genere letterario ispirato dalla realtà allucinata della Cina odierna.
Anamnesi
Cosa succede quando intorno a te tutto luccica di acciaio e vetro, di insegne colorate, di grattacieli che si ergono altezzosi e immacolati, ma non ti appartiene? Quando il mondo intorno è tanto vicino quanto distante e non è pensato per te. Come in Parasite, si crea un corto circuito nella società, una spaccatura tra chi vive nel mondo di sopra immerso in quella luce e chi sta sotto, al buio. Succede la solitudine. L’alienazione. La lotta per la sopravvivenza che squarcia il velo del mito del progresso.
A fare da contraltare al luccichio esterno infatti una lampadina appesa a un filo in un seminterrato. Studenti e lavoratori stipati in squallidi dormitori. Entrambi strumento di quel progresso che non li riguarda.
Al mondo iper-tecnologico che produce un senso di straniamento, viene in soccorso la natura associata a un passato mitologico e mitizzato, capace di riequilibrare la rigidità della struttura sociale.
In questo libro la fantascienza è un espediente per una feroce quanto strisciante critica politica alla società cinese, e non solo. L’interrogativo si estende, ci riguarda: ci può essere progresso tecnologico senza progresso sociale e quale prezzo paghiamo in termini di umanità? Questo il filo conduttore di tutti i racconti, ma quanto alla costruzione di mondi, solo il primo mi ha colpita davvero.
Sintomi
Questo libro è per chi vive rinchiuso in camera e passa le giornate davanti a uno schermo, per chi mangia dumpling davanti al pc, ma ogni tanto si affaccia alla finestra per guardare lo scintillio delle stelle immaginando di costruire scale per arrampicarsi fino a loro. Per chi si trova intrappolato in un episodio di Black Mirror e non sa come uscirne.
1 racconto al giorno
Un racconto al giorno toglie il medico di torno.