L’angolo delle curiosità | Cosa c’è di più bello dei manoscritti miniati? Ne avete mai visto uno?
Cos’è un manoscritto miniato?
Il manoscritto o codice miniato è un libro in cui il testo è completato dall’aggiunta di decorazioni, come ad esempio capolettera, bordi e inserimento di figure. Nella definizione più stretta del termine, manoscritto miniato si riferisce solo ai manoscritti decorati con oro o argento, ma nell’uso comune il termine viene utilizzato per riferirsi a qualsiasi manoscritto illustrato delle tradizioni occidentali. L’inclusione di illustrazioni aveva un duplice scopo, dava un valore aggiunto al lavoro, ma ciò che era più importante, forniva immagini esplicative per i membri analfabeti della società rendendo la lettura più piacevole.
La maggior parte dei manoscritti, anche se nascono nell’antichità, risale al Medioevo e sono di natura religiosa. Tuttavia, soprattutto a partire dal XIII secolo, vennero illustrati un numero sempre crescente di testi profani.
Durante l’antichità classica il supporto scrittorio principale era il rotolo di papiro, il dittico (in avorio o in legno), sulle cui pagine interne spalmate di cera si potevano tracciare appunti.
Soprattutto tra i cristiani si affermò l’uso del codice di pergamena, più robusto e più pratico. Tale materiale deriva il suo nome dalla città di Pergamo in Asia Minore (nell’attuale Turchia). Le pelli dell’animale venivano lavorate fino a renderle lisce e bianche; poi venivano tagliate in forma quadrata o rettangolare. I fogli così ottenuti venivano piegati, raccolti in fascicoli e cuciti, esattamente come accade ancora nei libri moderni. Dopo la stesura del testo, terminato il lavoro del copista, il miniatore prendeva in carico il manoscritto, decorando le lettere iniziali o i margini o anche l’intera pagina.
A partire dal tardo Medioevo i manoscritti cominciarono ad essere prodotti su carta. I primi libri stampati, a volte venivano prodotti con spazi liberi lasciati in bianco per consentire l’inserimento di miniature, o avevano capolettera miniati o decorazioni a margine, ma l’introduzione della stampa portò rapidamente al declino dell’illustrazione.
La miniatura era un processo complesso e costoso. Di solito era riservato ai libri speciali: una Bibbia da altare, per esempio. I ricchi commissionavano spesso un libro delle ore, un breviario riccamente miniato, che conteneva preghiere appropriate per le diverse giornate liturgiche.
Un manoscritto non è considerato miniato se una o più miniature non contengono foglia d’oro o è stato spennellato con scaglie d’oro. L’inclusione di oro su una miniatura allude a molti diversi significati correlati al testo. Se il testo è di natura religiosa, l’oro è un’ode a dio. Nei primi secoli del cristianesimo, i manoscritti del Vangelo sono stati talvolta scritti interamente in oro. Inoltre, l’oro veniva utilizzato quando un mecenate che aveva commissionato un libro, voleva mostrare la vastità delle sue ricchezze. L’oro era molto difficile da applicare, si usarono diversi sistemi: uno dei più popolari era quello di mescolarlo con la colla di cervo.
View this post on Instagram

